Il Gruppo nazionale universitario di Elettrotecnica nasce da un’esigenza condivisa emersa all’interno della comunità accademica italiana nei primi anni Ottanta. Nel 1984, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, un gruppo di professori ordinari di Elettrotecnica si riunì per discutere il futuro della disciplina e la possibilità di costituire una comunità scientifica autonoma e riconoscibile.
In quegli anni, gli elettrotecnici erano distribuiti in diversi gruppi nazionali affini, tra cui campi elettromagnetici, elettronica, impianti elettrici, alte tensioni, macchine elettriche, materiali, controlli e plasmi. Da questa frammentazione nacque l’esigenza di creare una “casa” comune per l’Elettrotecnica, capace di valorizzarne l’identità scientifica e di favorire il dialogo tra competenze diverse.
Al termine di un confronto ampio e articolato, prevalse la volontà di dare vita a un nuovo Gruppo nazionale di Elettrotecnica. L’approccio metodologico basato su campi e circuiti fu individuato come linguaggio comune della comunità, capace di integrare tradizioni culturali diverse e di porre le basi per una nuova stagione di ricerca e innovazione.
La proposta fu ampiamente condivisa a livello nazionale. Furono quindi definiti il Piano di ricerca e lo Statuto del Gruppo, e venne istituito il Consiglio scientifico, composto dai coordinatori di ventidue unità di ricerca.
La prima Riunione Annuale del Gruppo si tenne a Roma, presso la Facoltà di Ingegneria della Sapienza, dal 20 al 22 maggio 1985. Il programma era articolato in tredici sessioni e segnò l’avvio ufficiale di un percorso scientifico e comunitario destinato a consolidarsi negli anni successivi.